Domicilio sanitario, quando si elegge? Ecco una guida rapida

Domicilio sanitario, quando si elegge? Ecco una guida rapida

Condividi su:

Eleggere il domicilio sanitario è una semplice prassi che garantisce l’assistenza sanitaria domiciliare pubblica, ma che in alcuni casi può sembrare perfino contorta. Se avviene naturalmente l’iscrizione alla Asl di residenza, quando ci troviamo di fronte a soggetti che non hanno un domicilio fisso le cose possono cambiare e di molto.

La pratica più comune è quella di eleggere il domicilio sanitario presso il medico curante oppure lo studio medico di riferimento. Ciò avviene per garantire assistenza sanitaria a quei soggetti che per determinati motivi – come ad esempio dimore temporaneamente – devono eleggere l’assistenza sanitaria in un luogo diverso dal Comune di residenza.

Come spiegano sul blog di La legge è uguale per tutti, “la legge prevede che possono essere iscritti in appositi elenchi della ASL le persone non residenti” quei soggetti come, tra gli altri, i lavoratori stagionali (attività riferite in particolare all’industria turistica o alberghiera, alla cantieristica, ecc.), gli insegnanti o professori con incarichi di durata superiore a tre mesi, i soggiornanti, per comprovati motivi di salute, certificati da un medico specialista della USL, lavoratori distaccati e loro familiari, con contratto di lavoro di durata superiore a tre mesi.

La condizione per ottenere il domicilio sanitario

L’unica condizione, senza la quale non è data la possibilità di iscriversi ad una ASL territoriale, è data dalla permanenza in loco del soggetto interessato alla richiesta di assistenza sanitaria domiciliare: infatti, in tutti i casi sopraelencati è necessario che il periodo di attività lavorativa o comunque di soggiorno sia di durata superiore a tre mesi e non maggiore ad un anno.

LEGGI ANCHE: Attivazione del CAD: quali sono le tempistiche?

Dimora abituale per ottenere il domicilio sanitario

Dunque per iscriversi all’assistenza sanitaria domiciliare del territorio in cui si vive seppur momentaneamente (per ragioni di salute, studio, lavoro o servizio) presso un Comune diverso da quello di residenza è necessario dimostrare l’esistenza di una dimora abituale nel Comune in cui richiedere il domicilio sanitario.

Evidentemente è sufficiente che l’interessato indichi un indirizzo di riferimento (può trattarsi di un hotel, un appartamento in affitto, un ufficio ecc.) – scrivono sul blog di La legge per tutti – Ciò che conta è che il domicilio sia idoneo a rivelare che non si tratti di una mera assenza temporanea ma che, per i motivi sopra indicati, si è costretti a dimorare in un Comune diverso da quello di residenza. Dunque, può essere sufficiente indicare l’indirizzo dello studio medico, purché si sia in grado di ricollegarlo con le motivazioni addotte al fine di ottenere il domicilio sanitario”.

Domicilio sanitario, quando conviene attivarlo?

La soluzione più semplice per chi non necessita di interventi di assistenza sanitaria domiciliare a lungo termine, è da ricercare in quella rete di privati che operano sul territorio offrendo prestazioni rapide e per tutte le esigenze attraverso un team di professionisti. Nella regione Lazio, Medici a Domicilio garantisce una copertura dei principali servizi di assistenza sanitaria a domicilio ad un prezzo ragionevole per tutte le tasche.

Per maggiori informazioni, o prenotare una radiografia domiciliare, non esitare a contattarci.

Condividi su:
By