Ipertensione Arteriosa: le nuove linee guida per la cura dell’ipertensione

Ipertensione Arteriosa: le nuove linee guida per la cura dell’ipertensione

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Durante l’ultimo Congresso Europeo di Cardiologia tenutosi a Monaco lo scorso agosto, sono state presentate delle importante novità nel campo cardiologico, rappresentate dalla pubblicazione delle Linee Guida per la cura dell’ipertensione arteriosa.

Cos’è l’ipertensione arteriosa?

L’ipertensione arteriosa è il principale fattore di rischio per il manifestarsi dell’aterosclerosi, la patologia alla base della maggior parte delle malattie cardiovascolari. L’ipertensione arteriosa è di difficile diagnosi, in quanto i sintomi spesso sono assenti, causando quindi una inconsapevolezza del problema da parte della persona. Basti pensare a tal proposito che circa il 20% della popolazione adulta ne è colpita, ma non attua comportamenti di prevenzione e cura in quanto all’oscuro del problema. Ciò che può causare l’ipertensione arteriosa è il fumo, stress, sovrappeso, sedentarietà, eccessivo uso di sale e carenza di vitamine alimentari.

Correggere gli stili di vita quindi è un primo passo verso la prevenzione, ma l’ipertensione nel 95% dei casi è di tipo “essenziale” (o primaria). Questa tipologia di ipertensione colpisce l’apparato circolatorio e le cause scatenanti ancora non sono state individuate, a differenza del restante 5%, rientrante nel gruppo dell’ipertensione “secondaria”, che ha visto individuate le cause nelle patologie renali, endocrinologiche, infarti, ictus e ischemie cerebrali.

Come monitorare la pressione arteriosa?

Holter Pressorio

La normale misurazione della pressione è senza dubbio importante, ma non sempre sufficiente a valutare la presenza di ipertensione arteriosa. Per ottenere un dato attendibile sui picchi ipertensivi che avvengono durante la giornata, l’Holter pressorio è lo strumento idoneo. Altri strumenti diagnostici quali l’Holter cardiaco e l’E.C.G. completano il quadro degli strumenti di indagine più efficaci.

Le linee guida emerse durante il Congresso Europeo di cardiologia

Dopo questa breve presentazione della patologia e degli strumenti diagnostici idonei al monitoraggio ed alla prevenzione, vediamo in breve cosa è emerso durante il congresso monegasco e le Linee Guida pubblicate, raccolte in 10 punti fondamentali:

1) Definizione. Le nuove LG definiscono l’ipertensione in presenza di valori di pressione persistentemente maggiori o uguali a 140/90 mmHg o valori medi superiori a 130/80 mmHg al monitoraggio pressorio delle 24h

2) Diagnosi. Sono importanti programmi di screening che misurano clinica la pressione arteriosa (PA) almeno ogni cinque anni in tutti gli adulti ed in particolare nei soggetti con PA normale-alta; nel soggetto in cui si sospetti l’ipertensione, la diagnosi deve essere confermata con misurazioni ripetute in più visite oppure mediante monitoraggio pressorio delle 24h o misurazioni domiciliari della PA.

3) Introduzione dei farmaci . La terapia dovrebbe essere intrapresa nei soggetti con ipertensione di grado 1 (PA clinica 140-159/90-99 mmHg) non controllata dalla terapia-dietetico-comportamentale; in caso di rischio cardiovascolare elevato o ipertensione di grado 2-3, la terapia farmacologica deve essere intrapresa subito insieme alla terapia dietetico-comportamentale.

4) Paziente fragile e grande anziano. Le LG indicano una PA sistolica maggiore di 160 mmHg per il trattamento farmacologico dell’iperteso ultra ottantenne, tuttavia raccomandano che la decisione di iniziare la cura sia guidata dalla valutazione della fragilità e dell’autonomia del paziente e dai benefici attesi dalla terapia, con un approccio personalizzato

5) Obiettivi del trattamento. La cura deve essere finalizzata al raggiungimento di valori di PA sistolica inferiori 140 mmHg in tutti gli ipertesi, compresi i pazienti anziani con un buon livello di autonomia funzionale; nei pazienti giovani adulti, ma non per gli ultra sessantacinquenni, viene indicato un target pressorio più basso, con PA sistolica minore di130 mmHg. Per la PA diastolica sono raccomandati valori inferiori a 90 mmHg. La PA sistolica non dovrebbe essere ridotta a meno di 120 mmHg, in quanto il rapporto rischio-beneficio di una riduzione marcata dei valori pressori può essere sfavorevole.

6) Terapia dietetico-comportamentale. Le nuove LG ribadiscono l’importanza dell’approccio dietetico-comportamentale, che può ritardare l’impiego dei farmaci o potenziarne l’effetto anti-ipertensivo. Inoltre la riduzione del consumo di alcolici, l’attività fisica regolare, l’astensione dal fumo e il controllo del peso corporeo provocano dei benefici indipendenti dal loro impatto sui valori pressori.

7) Terapie di associazione. Una solo molecola farmacologica non è spesso sufficiente per il controllo dei valori pressori. Pertanto, secondo le nuove LG la terapia iniziale dovrebbe comprendere due farmaci anti-ipertensivi, ad eccezione dei casi in cui i valori pressori basali sono vicini al livello di trattamento o nei pazienti grandi anziani o fragili, nei quali è preferibile una riduzione più graduale dei valori pressori quando e’ possibile iniziare con una singola molecola. .

8) Associazioni farmacologiche precostituite. Tanto è maggiori il numero di pillole da ingerire quanto piu’ e’ scarsa l’aderenza alla terapia e il raggiungimento dei valori pressori ottimali. Pertanto sono da preferire le formulazioni contenenti più molecole che in molti pazienti consentono di ottenere il controllo dei valori pressori a volte con la somministrazione di una sola compressa.

9) Le LG per la terapia inziale suggeriscono di preferire la combinazione ACE-inibitore/sartano + calcio-antagonista/diuretico (tiazidico o tiazidico-simile). Nei pazienti che necessitano di una triplice terapia, dovrebbe essere utilizzata l’associazione ACE-inibitore/sartano + calcio antagonista + diuretico I beta-bloccanti devono essere impiegati in presenza di specifiche indicazioni per il loro utilizzo, quali la presenza di tachicardia, coronaropatia, scompenso cardiaco a ridotta frazione d’eiezione.

10) Gestione del rischio cardiovascolare globale. Nella persona ipertesa le statine dovrebbero essere somministrate in presenza di malattia cardiovascolare nota o rischio moderato-alto. La terapia antiaggregante con asprina o similari, dovrebbe essere riservata ai pazienti in prevenzione secondaria, mentre non è raccomandata in prevenzione primaria, in assenza di segni di malattia.

Fonte dei 10 punti pubblicati dal Congresso Europeo: Valtellina News

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