Caregiver, chi si occupa degli ammalati nelle famiglie italiane?
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Caregiver, ovvero colui che si prende cura del prossimo. Un termine anglosassone ormai d’uso comune nel nostro Paese che sta ad indicare chi fa da “angelo custode” alle persone ammalate, disabili oppure non autosufficienti, che spesso vengono abbandonate dal sistema sanitario nazionale.

Caregiver, ecco i dati in Italia

Casi – spesso trattati soltanto come numeri – che vengono seguiti da persone sole ed in difficoltà e che rischiano di finire nel cono d’ombra su cui ha fatto luce una recente indagine Ipsos: a svolgere il ruolo di assistenza agli ammalati è nella stragrande maggioranza dei casi una donna (parliamo del 92% del campione esaminato) che fa parte del nucleo familiare.

Una condizione limite che nel 31% dei casi grava essenzialmente sulle loro spalle, non avendo altre fonti di aiuto: niente assistenza pubblica, niente possibilità di poter lavorare, una mole di lavoro abnorme tra burocrazia e falle della pubblica amministrazione. D’altronde, in una nazione come l’Italia, dove la componente di persone anziane è tra le più alte d’Europa, è davvero difficile conciliare vita, lavoro e cure. Ad occuparsene sono nove donne su 10: sono loro a vegliare su un parente ammalato o disabile, ad occuparsi dei rapporti coi medici che assistono la persona in difficoltà.

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Il dossier Ipsos parla chiara: in Italia è necessario “un ripensamento nei modelli di assistenza a malati e disabili e per risolvere questa vera e propria emergenza è necessario investire in assistenza domiciliare”. Un bisogno sempre più crescente che va di pari passo all’aumento dell’età media della popolazione italiana e alle malattie croniche correlate. Secondo i dati Istat riportati dall’agenzia di stampa Dire, i pazienti cosiddetti cronici saranno 21.775.809 entro il 2050: un identikit, quello tracciato dall’istituto nazionale di statistica, che ingloberà circa il 34% della popolazione fatto di ultrasessantacinquenni, passando da un quinto attuale (13,4 milioni, il 22% del totale) a un terzo dei residenti, come suggerisce il focus VillageCare.it, la prima piattaforma nazionale che si occupa di orientamento e sostegno per chi si prende cura di anziani con fragilità che coinvolge oltre 8 milioni di italiani.

Assistenza agli ammalati, quando il privato prende il posto del pubblico

Se il servizio pubblico latita, il più delle volte è quello privato a dare risposte attive sul territorio. E quando questa mission viene giustificata anche da una etica che tiene conto sia della professionalità del personale medico, sia dello stato in cui vive il paziente, l’offerta che può nascere è del tutto vantaggiosa e nel pieno rispetto del lavoro professionale e delle necessità di chi più ne ha bisogno. Proprio per questo Medicina a Domicilio assicura una assistenza sanitaria a domicilio privata in cui vengono applicati prezzi e scontistiche a seconda di una politica che tenga conto delle reali esigenze del prossimo.

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